Giugno 6, 2026
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Immaginate una sostanza invisibile, presente in molti alimenti comuni, capace di aiutare il corpo a vedere meglio al buio, proteggere pelle e mucose, sostenere le difese immunitarie e partecipare al corretto funzionamento delle cellule.
Parliamo della vitamina A, un nutriente essenziale per l’organismo, spesso associato alla vista, ma importante anche per molte altre funzioni quotidiane del corpo.
Quando si convive con una malattia rara come la Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A, parlare di alimentazione non significa cercare soluzioni semplici a problemi complessi. Significa piuttosto imparare a conoscere meglio ciò che sostiene il benessere generale dell’organismo.
Perché anche questo fa parte della cura quotidiana di sé.
🔎 Che cos’è la vitamina A
La vitamina A è una vitamina liposolubile. Questo significa che si scioglie nei grassi e può essere immagazzinata dall’organismo, soprattutto nel fegato.
Non è presente in una sola forma. Negli alimenti di origine animale si trova già pronta per essere utilizzata dal corpo, sotto forma di retinolo. Negli alimenti vegetali, invece, si trova sotto forma di carotenoidi, sostanze che l’organismo può trasformare in vitamina A.
Tra questi, il più conosciuto è il betacarotene. È proprio lui a dare il caratteristico colore arancione a molti alimenti, come carote, zucca, albicocche e melone.
👁️ Perché è importante per la vista
Una delle funzioni più note della vitamina A riguarda la vista. Questa vitamina partecipa alla formazione della rodopsina, una sostanza presente nella retina che permette all’occhio di adattarsi alla luce debole.
È grazie anche a questo meccanismo se riusciamo a orientarci in penombra o a vedere quando la luce è scarsa. Quando la vitamina A manca in modo importante, uno dei primi segnali può essere proprio la difficoltà a vedere bene al buio. È quella che viene spesso chiamata “cecità notturna”.
Questo non significa che assumere più vitamina A migliori automaticamente la vista. Significa, più semplicemente, che una quantità adeguata è necessaria perché il sistema visivo possa funzionare correttamente.
🛡️ Pelle, mucose e difese: le prime barriere del corpo
La vitamina A non riguarda solo gli occhi. Ha un ruolo importante anche nel mantenimento della pelle e delle mucose. Le mucose sono i tessuti che rivestono alcune parti del corpo, come le vie respiratorie, l’intestino e altre superfici a contatto con l’esterno.
Possiamo immaginarle come una barriera viva. Non sono un semplice rivestimento. Aiutano a proteggere l’organismo, a trattenere ciò che può essere dannoso e a sostenere le difese naturali.
Quando queste barriere sono integre, il corpo è più preparato a difendersi. Quando sono fragili, può diventare più vulnerabile. Anche per questo la vitamina A viene considerata importante per il sistema immunitario.
🧬 Una vitamina che partecipa alla vita delle cellule
C’è poi un aspetto meno visibile, ma molto importante. La vitamina A partecipa ai processi di crescita, differenziazione e rinnovamento cellulare. In parole semplici, aiuta le cellule a svolgere correttamente alcune funzioni fondamentali: maturare, specializzarsi, rinnovarsi, contribuire al mantenimento dei tessuti.
È un lavoro silenzioso. Non si vede dall’esterno. Ma avviene continuamente.
Il nostro corpo è fatto di cellule che comunicano, si organizzano, si riparano e si adattano. Per farlo hanno bisogno di molte sostanze diverse, tra cui vitamine, minerali, proteine, grassi e carboidrati. La vitamina A è una di queste componenti.
Da sola non basta. Ma senza un corretto equilibrio nutrizionale, molti processi diventano più difficili.
🧠 Vitamina A e CMT2A: qual è il collegamento?
Quando parliamo di CMT2A, parliamo di una neuropatia genetica rara causata da alterazioni della Mitofusina 2, una proteina importante per il corretto funzionamento dei mitocondri.
I mitocondri sono spesso descritti come le “centrali energetiche” della cellula. Ma non producono solo energia. Partecipano anche all’equilibrio cellulare, alla comunicazione interna e alla salute dei tessuti.
Nella CMT2A, il problema principale non nasce da una carenza vitaminica. Nasce da una mutazione genetica. Questo punto è fondamentale.
La vitamina A non cura la CMT2A. Non corregge la mutazione della Mitofusina 2. Non sostituisce la ricerca scientifica, la presa in carico specialistica o la riabilitazione. Tuttavia, parlare di nutrizione può essere utile anche per chi convive con una malattia neuromuscolare.
Perché il corpo non è fatto a compartimenti separati. Il sistema nervoso, i muscoli, il sistema immunitario, la pelle, l’intestino e il metabolismo lavorano insieme. Un’alimentazione varia ed equilibrata non elimina la malattia, ma può contribuire a sostenere l’organismo nel suo insieme.
Ed è questo il punto più corretto da cui partire.
🍽️ Dove si trova la vitamina A
La vitamina A si trova in diversi alimenti.
Negli alimenti di origine animale è presente in forma già attiva. Tra le fonti principali ci sono:
- 🥩 fegato;
- 🐟 pesce grasso;
- 🥛 latte e derivati;
- 🧈 burro;
- 🧀 formaggi;
- 🥚 uova.
Negli alimenti vegetali troviamo invece i carotenoidi, che il corpo può trasformare in vitamina A.
Sono ricchi di carotenoidi molti frutti e ortaggi di colore giallo, arancione e rosso, come:
- 🥕 carote;
- 🎃 zucca;
- 🍑 albicocche;
- 🍈 melone;
- 🥭 mango;
- 🫐 papaia;
- 🫑 peperoni rossi;
- 🍅 pomodori.
Anche alcune verdure verdi possono contribuire all’apporto di precursori della vitamina A, tra cui:
- 🥬 spinaci;
- 🥦 broccoli;
- 🌿 prezzemolo;
- 🥬 cavoli.
Il colore degli alimenti, in questo caso, ci dà un indizio prezioso. Non è una regola assoluta, ma spesso frutta e verdura colorate raccontano qualcosa della loro ricchezza nutrizionale.
⚠️ Meglio il cibo o gli integratori?
Quando si parla di vitamine, il rischio è pensare subito agli integratori. Ma non sempre “di più” significa “meglio”.
La vitamina A, essendo liposolubile, può accumularsi nell’organismo. Un eccesso può essere dannoso, soprattutto se deriva da integratori assunti senza controllo medico. Per questo è importante evitare il fai da te.
Nella maggior parte dei casi, una dieta varia ed equilibrata permette di assumere la vitamina A necessaria attraverso il cibo. Gli integratori possono essere utili solo in situazioni specifiche, quando esiste una reale necessità e quando vengono consigliati da un medico o da un professionista sanitario.
Questo vale per tutti. E vale ancora di più per chi convive con una patologia cronica, assume farmaci o segue percorsi di cura specialistici.
🌱 Nutrizione e malattie rare: attenzione, non semplificazione
Chi vive con una malattia rara cerca risposte. È normale. È umano. Per questo è importante comunicare con prudenza: l’alimentazione può sostenere il benessere generale, ma non deve essere presentata come una cura quando non lo è.
Nel caso della CMT2A, la ricerca resta fondamentale per comprendere meglio ciò che accade nei nervi, nelle cellule e nei mitocondri. Accanto alla ricerca, però, c’è anche la vita quotidiana: movimento adattato, riabilitazione, controlli specialistici, riposo, ascolto del corpo e alimentazione.
Non come scorciatoie. Ma come parti di un equilibrio più ampio.
✨ Una vitamina piccola, un messaggio grande
La vitamina A ci ricorda che il corpo ha bisogno di equilibrio: alimenti vari, nutrienti diversi e informazioni corrette.
Per chi convive con la CMT2A o con un’altra malattia neuromuscolare, parlare di alimentazione significa soprattutto prendersi cura dell’organismo. La ricerca resta il cammino principale verso terapie efficaci. Nel frattempo, conoscere meglio il proprio corpo può aiutare a vivere con maggiore consapevolezza.
Anche partendo da una vitamina piccola, invisibile, ma preziosa.