Esoscheletro Wandercraft: obiettivo “cambiare la vita di chi sta sulla sedia a rotelle”

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Riuscire a far (ri)camminare chi è costretto su una sedia a rotelle a causa di traumi o patologie neuro-degenerative è diventato uno degli obiettivi della scienza medica. 

Progetto Mitofusina 2 segue in modo particolare questo campo di studi, e le novità che ne derivano, non solo per l’impatto emotivo che tornare a camminare potrebbe avere sulla mente dei pazienti, ma anche per le sue applicazioni pratiche in ambito fisioterapico.

Oggi torniamo a parlare dell’esoscheletro della Wandercraft, specialisti francesi e mondiali della robotica, i cui ingegneri stanno lavorando ad un exo-squelette che permetta ai paraplegici di tenersi in posizione eretta e di camminare.

La ricerca sta andando avanti e lo scorso 24 gennaio sono cominciate le sessioni Walkathon, ossia delle dimostrazioni in formato realista, con un medico MPR e/o un fisioterapista, realizzate presso la loro sede di Rue de Rivoli a Parigi.

Gli obiettivi sono diversi e in particolare consistono, per la Wandercraft, nel simulare una sessione di cura, migliorare la definizione e l’uso dell’esoscheletro, e raccogliere eventuali suggerimenti; per i professionisti della sanità, invece, si tratta della possibilità di comprendere eventuali apporti di un esoscheletro autonomo nel percorso di cura MPR.

Per questo motivo alla sessione di prova del 24 gennaio è stato invitato Fabrice Cannizzaro, fisioterapista di Parigi, che ha potuto testare, dopo una piccola formazione circa le funzionalità dell’esoscheletro fornita dall’equipe di biomeccanici Wandercraft, le condizioni reali di Atalante.

In particolare, dopo la preparazione, l’installazione e una prima levata di successo, Cannizzaro ha seguito la camminata, alcuni semi giri e la seduta del paziente come se si trovasse in una reale sessione di cura terminata con un esercizio di equilibrio per testare la stabilita dell’esoscheletro.

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“E’ stata un’esperienza interessante. Aver potuto dirigere questa sessione mi ha donato una vera apertura circa gli avanzamenti tecnologici di questo prodotto, anche se ho ancora bisogno di addestramento per quanto riguarda le procedure di utilizzazione”.

Anche Marine Pietraux, ingegnere di controllo dei comandi, si dice entusiasta della sessione: “Dopo solo 30 minuti di sessione, il fisioterapista ha fatto un ottimo lavoro e questa è una rassicurazione per noi che siamo prossimi a mettere il nostro esoscheletro nelle mani dei professionisti”.

Facciamo allora i nostri migliori auguri alla Wandercraft e vi invitiamo a seguire le novità e gli avanzamenti di questo progetto attraverso il nostro blog o collegandovi direttamente al loro sito.

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