La storia di Laura Miola, Miss in carrozzina con la CMT

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Questa è la storia di Laura Miola, “Miss in Carrozzina” che ha rappresentato l’Italia alle finali di Miss Wheelchair World 2018 a Varsavia: una testimonianza di forza e determinazione, una storia di bellezza e coraggio che desideriamo condividere con voi perché sia un esempio per tutti.

Laura nasce in provincia di Latina 27 anni fa. Quando è bambina comincia ad avere i primi sintomi di una neuropatia di cui conoscerà l’origine e il nome solo vent’anni dopo grazie alla diagnosi del Dr Davide Pareyson, illustre medico dell’Istituto Neurologico Besta. Laura descrive quel momento in un intervista al Fatto Quotidiano come “un senso di liberazione” perché finalmente viene a conoscenza della patologia neurologica con cui convive da quando aveva tre anni: la Charcot-Marie-Tooth.

La CMT è una neuropatia neuromuscolare di origine genetica che colpisce una persona su cinque. La storia di Laura è simile a quella di molti altri nostri pazienti: le prime cadute da bambina, la difficoltà di movimento, la debolezza di braccia e gambe…e poi la sedia a rotella,che finisce per accompagnare ogni singolo momento della propria quotidianità. Laura la definisce “migliore amica e compagna di viaggio”.

Con e grazie alla carrozzina (da non confondere con la carrozzella, come scherza la nostra Miss in un post su Instagram diventato famoso) la bellissima Laura, infatti, ha potuto partecipare alla finale del concorso di bellezza che si è tenuto in Polonia lo scorso mese in rappresentanza dell’Italia.

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“Un’occasione per dimostrare che ogni donna è meravigliosa sia sui suoi piedi che sulle sue ruote”, dice la Miola a Ilfatto.it, augurandosi “che arrivi un messaggio positivo, che inizi a cambiare l’immagine delle persone con disabilità ma soprattutto che cambi l’immagine che spesso i disabili hanno di se stessi: la carrozzina non deve rappresentare un limite”.

Gli unici limiti che Laura avverte, infatti, sono quelli mentali  (“troppi pregiudizi e la sensazione diffusa di pietismo e rassegnazione”), e quelli architettonici, ossia le barriere “che impediscono di vivere liberamente e avere le stesse possibilità rispetto ai normodotati”. A tal proposito chiede all’Italia, paese che è orgogliosa di rappresentare, di fare qualcosa di più.

Grazie Laura per questa dimostrazione di vita e di coraggio e tanti auguri per l’arrivo del tuo bimbo!

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