Lattosio, istruzioni per l’uso.

Il lattosio è lo zucchero presente nel latte e non solo. E’ uno zucchero complesso che, in quanto tale, non può essere digerito e assimilato dal nostro tratto gastrointestinale se prima non viene scisso nei due zuccheri semplici (digeribili e assimilabili) che lo compongono: glucosio e galattosio. Due zuccheri entrambi importanti per l’essere umano in quanto servono, il primo, a produrre energia (soprattutto per il cervello) e, il secondo, a far sviluppare le cellule nervose del neonato (fondamentale per la crescita).

Perché questa scissione possa avvenire, tuttavia, è necessario che nel nostro stomaco sia presente (in quantità adeguata) l’enzima lattasi, che serve da catalizzatore a questo processo. In mancanza di lattasi, il lattosio, una volta ingerito, passa indisturbato attraverso l’intestino arrivando fino al colon, dove viene attaccato da milioni di batteri residenti che lo fanno fermentare, trasformandolo in idrogeno (gas) e in acidi organici.

Proprio alla formazione di queste molecole è dovuta la maggior parte dei problemi legati a questa intolleranza: dalla spossatezza alla flatulenza, dal mal di testa al gonfiore fino ai crampi. La diarrea, invece, è causata dall’afflusso di acqua (richiamata dal lattosio che non si riesce a digerire) nell’intestino.

Come facciamo, tuttavia, a sapere se siamo intolleranti al lattosio dal momento che questi sintomi sono comuni anche ad altri disturbi, come ad esempio il colon irritabile?

Oggi possiamo ricorrere al test del respiro, cd breath test, che misura i picchi di idrogeno presenti nell’aria espirata dopo un carico di lattosio: il gas prodotto durante la fermentazione, infatti, viene assorbito dalle pareti del colon ed in parte eliminato, dal nostro corpo, attraverso la respirazione. E’ un test molto semplice, che si può effettuare anche in farmacia.

E’ importante sottolineare, tuttavia, che la carenza di lattasi (se non è congenita o secondaria, cioè dovuta ad altra patologia) è un evento genetico naturale: la produzione di questo enzima, che inizia a partire dalla 23esima settimana di gestazione e raggiunge il suo picco massimo durante la nascita (mantenendosi costante per tutto il periodo dell’allattamento), comincia a diminuire progressivamente, con una velocità che varia a seconda del soggetto, già dalla fase dello svezzamento del bambino.

Il fatto che una larga percentuale di individui adulti soffra di una carenza di questo enzima tale da far sorgere problemi intestinali (cd “intolleranza al lattosio”) è un fenomeno abbastanza comune. La severità dei sintomi dipende dal grado di intolleranza (inversamente proporzionale alla quantità di enzima lattasi presente nel nostro organismo) e, ovviamente, dalla quantità di lattosio ingerito.

Il lattosio si trova nel latte e non solo: nei formaggi freschi, nella panna, nei formaggini da spalmare; nel cioccolato (anche fondente); nel burro e nella margarina; nel prosciutto cotto e nei salumi in genere; nei wurstel; nei cibi precotti, salse e piatti già pronti; nei prodotti per l’infanzia, nei biscotti, merendine e snack etc. E’ molto importante leggere le etichette, perché potrebbe essere aggiunto nei prodotti conservati.

Non si trova invece, se non in minime quantità, nello yogurt, poi nei formaggi stagionati come grana padano dop e parmigiano; nel latte di soia e di riso; in tutti i prodotti senza lattosio. Attenzione, alcuni farmaci e vitamine possono contenere piccole quantità di lattosio generalmente ben tollerate.

I consigli nutrizionali variano da individuo a individuo. Tuttavia, è in genere consigliato di ridurre la quantità di lattosio consumata (ingerendolo in piccole dosi, che devono essere distribuite per tutto l’arco della giornata, e associandolo ad altri cibi) fino alla scomparsa dei sintomi; di assumere yogurt; di consumare alimenti ricchi di calcio per sopperire all’eventuale deficit che ne potrebbe derivare.

N.B. si possono anche consumare yogurt senza lattosio, latte senza lattosio e formaggi vari senza lattosio, ormai facilmente reperibili nei supermercati:  il processo di eliminazione del lattosio mantiene intatte le qualità nutrizionali del latte. Solo chi è fortemente intollerante deve evitare questi prodotti e sostituirli con prodotti vegetali.

Sperando di esservi stati d’aiuto nell’avere affrontato questo argomento e ricordandovi che i nostri articoli non hanno alcun valore medico, ma sono semplici consigli per persone malate di CMT e non solo, vi proponiamo una ricetta appena sfornata in casa Perrero Porzio:

MUFFIN-cuoco

 

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