L’importanza dell’olio extravergine nella dieta ipotossica

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L’olio buono non è solo questione di gusto, ma anche di salute.

Lo sapete che una delle sostanze contenute nell’olio extravergine, il cosiddetto oleocantale, si comporta in modo simile al principio attivo di certi medicinali antinfiammatori?

L’oleocantale è infatti un composto polifenolico che ha capacità analgesiche e antinfiammatorie simili a quelle dell’ibuprofene.

Se, quando mangiate l’olio, provate una leggera sensazione di piccantezza alla gola, non spaventatevi, significa solo che è molto ricco di questa sostanza tanto preziosa presente soprattutto nell’olio di recente spremitura.

Ecco perché è importante consumare olio fresco e, soprattutto, fare attenzione alla scadenza delle bottiglie, perché l’olio non è come il vino e purtroppo non migliora quando invecchia, anzi, più passa il tempo e “più perde il cocktail di micronutrienti che lo rende un antinfiammatorio naturale“, sottolinea come dice Eliana Liotta, giornalista, scrittrice e comunicatrice scientifica.

L’olio extravergine fresco, infatti, contiene “maggiori quantità di oleocantale e di altri polifenoli, cioè gli strepitosi antiossidanti caratteristici delle piante”, ma non solo, ha anche “più grassi buoni e più vitamine”. 

L’olio, dunque, non è solo un buon condimento, ma anche un potente farmaco naturale.

La Liotta definisce l’olio extravergine, “un balsamo per le arterie” in quanto ricco di polifenoli che rallentano l’ossidazione del colesterolo detto cattivo combattendo la formazione delle placche aterosclerotiche nei vasi.

E, allo stesso tempo, ricco di grassi insaturi che “rafforzano la membrana cellulare, meno facilmente attaccabile da batteri e virus” diventando preziosi alleati del sistema immunitario.

L’olio extravergine, se consumato in giuste quantità (quattro cucchiai al giorno per un uomo e tre per una donna, in base alle Linee guida italiane per una sana alimentazione”) è una panacea per la nostra salute.

Può essere consumato freddo, per fargli mantenere tutte le sue proprietà fondamentali, oppure caldo, senza però farlo stare troppo sui fornelli, perché il calore potrebbe “degradare i grassi insaturi e deturpare l’oleocantale”.

Può essere consumato freddo, per fargli mantenere tutte le sue proprietà fondamentali, oppure caldo, senza però farlo stare troppo sui fornelli, perché il calore potrebbe “degradare i grassi insaturi e deturpare l’oleocantale”.

Se, però, abbiamo bisogno di una cottura a fiamma viva o una stufatura più lenta, la Liotta ci consiglia di mischiarlo con acqua, vino o brodo “così si abbassa la temperatura, perché l’acqua non consente il superamento dei 100 gradi in pentola (cioè il momento dell’ebollizione): l’olio non raggiungerà il suo punto di fumo, che è ben oltre i 100 gradi“.

Fonte: Olio extravergine di oliva: come sceglierlo e perché consumarlo ogni giorno

Consigliamo a tutti i nostri pazienti malati di CMT2A di leggere l’articolo sù citato per approfondire meglio le virtù dell’olio extravergine (chiamato così perché viene estratto meccanicamente, non raffinato o miscelato con altri olii) che in Italia, come in Spagna e Grecia, conosciamo molto bene.

Speriamo di essere stati utili anche per i nostri amici sparsi per il mondo che, anche solo per interesse, seguono come noi la dieta ipotossica di cui l’olio extravergine è un pilastro.

Non esitate a scriverci per qualsiasi chiarimento o necessità.

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Photo ulivo secolare by Antoine PERIER 

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